Gestire La Rabbia: 6 Passi Per Tornare a Sentirsi Bene

gestire la rabbiaGestire la rabbia implica lo scontrarsi con la parte più fragile ma anche più energica di noi stessi.

Detto fra noi è una delle problematiche più profonde che si possano affrontare. La rabbia è il veleno che inasprisce la nostra esistenza e i rapporti con gli altri.

A volte esplode apertamente, altre volte si nasconde tra gli interstizi del nostro sentire e da lì zitta zitta mina segretamente la nostra vita. La rabbia ci divora dall’interno. Lentamente.

Paradossalmente, alcuni la percepiscono come una forma peculiare di forza e potenza. Sentono che essa è necessaria al fine di mantenere il controllo sulle situazioni e sugli altri, poiché con la rabbia questi sconfiggono, almeno temporaneamente, l’insicurezza di cui sono colmi, e sembra loro che sotto la spinta della collera si possano superare ostacoli normalmente invalicabili.

C’è in questi individui la volontà di affermare addirittura un qualche diritto a esprimerne i veleni, a inondarne il mondo.

Sembra assurdo, eppure è così.

Contenti loro…

Tuttavia, bisogna comprendere: è solo un modo come un altro di liberarsi dal peso eccessivo e frustrante che la rabbia scatena nella nostra interiorità, cercando, piuttosto che risolverla, di scaricarla sugli altri.

Ora, si sa, quando siamo arrabbiati, siamo fuori controllo e la nostra capacità di rispondere con saggezza diminuisce radicalmente.

Dunque non si è affatto più forti, ma solo più disperati.

Imparare a gestire la rabbia significa allora ritrovare la serenità che meritiamo, e finalmente riacquisire fiducia in noi stessi e forza. Dobbiamo a tutti i costi imparare a controllare e placare quel demone implacabile che è la rabbia, non ad alimentarla.

Eccoti a questo proposito sei fasi essenziali per riuscirci con successo!

Fase 1: Rendetevi conto che agire con rabbia è una vostra scelta

gestire la rabbia repressaCome ho detto, la rabbia non è una forma di potere, né forza, o di controllo. Si tratta di una tossina. All’inizio porta a uno stato di euforia molto alto, dopodiché tale stato regredisce, e l’individuo è lasciato più debole e più incerto rispetto a prima. Ovviamente, le conseguenze negative della nostra esplosione devono essere controllate. In quei momenti, tutto può succedere.

Fondamentalmente la rabbia restringe la nostra attenzione, crea confusione e limita la nostra capacità di trovare soluzioni costruttive. Ciò che normalmente mettiamo in atto sotto la spinta della rabbia non è altro che distruttivo. L’effetto dell’ira è talvolta così devastante da portare a conseguente non rimarginabili, e la stessa vita dell’ “arrabbiato” può risultarne compromessa.

Cosa fare, dunque?

Innanzitutto, quando sorge la rabbia, fermatevi, respirate profondamente, e subito guardate la situazione sotto una prospettiva più ampia. Cercate di inserire l’incidente nel contesto, e analizzatelo. Per un attimo, provate a pensare che sia l’altra persona a essere nel “giusto”. Dite a voi stessi che avrete tutto il tempo per avere ragione in seguito. Il vostro obiettivo principale è quello di placare la rabbia in modo da poter riavere il controllo su voi stessi e sulla situazione.

Fase 2: individuare le 24 azioni derivanti dalla rabbia.

La rabbia si mimetizza e si manifesta in molti modi. Quella “non riconosciuta” si trasforma in tutti i tipi di comportamento indesiderato e in seguito diventa impossibile da fermare.

Dobbiamo prendere coscienza che questo o quel comportamento è solo un’altra forma di espressione della rabbia e quindi vanificarlo alla radice.

Eccoti alcuni dei 24 comportamenti alimentati dalla rabbia: depressione, ipocrisia, auto-sabotaggio, bassa autostima, comportamento aggressivo, frustrazione, compulsione, perfezionismo, pettegolezzi, menzogne ​​e dipendenze varie. Quando ti rendi conto che questi comportamenti sono alimentati dalla rabbia, puoi finalmente prendere misure adeguate a controllarle.

Fase 3: Basta con il dare e ricevere colpe!

Molti aguzzini collerici e rabbiosi non pensano a se stessi come ad aguzzini rabbiosi e collerici. Ovviamente no. Non si descriverebbero mai come tali. Essi possono rappresentare se stessi come individui frustrati da una lunga sofferenza, che hanno dato molto più di quanto hanno ottenuto. Anzi le loro reazioni per così dire “esagerate” sono del tutto ragionevoli, dal momento che essi sono stati provocati! E anzi, non è scorretto il loro modo di agire, ma, a ben vedere, il vostro! O quello della vittima, insomma. Ora, normalmente un collerico coi fiocchi si sente come un essere generoso che concede e dona abbondantemente. Egli è, a suo dire, un essere disponibile e cortese: uno che dà, e si dà.

Ma c’è una grande differenza tra il dare e il manipolare.

Solitamente l’aguzzino è colui che non dà agli altri, quanto piuttosto manipola gli altri attraverso il senso di colpa. Il suo manipolare non necessariamente deve essere raffigurabile in quanto violenza operata (botte, schiaffi, etc), ma principalmente come violenza psicologica.

E allora eccoci di nuovo a noi! La colpa è un altro veleno letale alimentato dalla rabbia. Quando si fa sentire in colpa qualcuno, lo si sta danneggiando, poiché le persone che si sentono in colpa trovano il modo di punire se stessi e gli altri.

In questo caso, sia l’aguzzino che la sua vittima non faranno altro che continuare a danneggiarsi a vicenda, instaurando tra loro un rapporto costante e continuo basato sulla rabbia, e sul loro scaricarsi rabbia e violenza contro.

Fase 4: Basta con la ricerca di chi ha più colpa!!!

Dare la colpa agli altri è un’espressione del dolore, della delusione e della rabbia che coviamo dentro. Tuttavia ciò non  porta mai a una soluzione costruttiva. E’ ora di dare un taglio a questa abitudine! Dare la colpa agli altri è solo stancante… è una causa di stress, ve l’assicuro. Con l’assumere le vostre responsabilità invece si riprende il controllo della situazione.

controllare la rabbiaFermatevi un attimo dunque, e cercate di vedere la situazione attraverso gli occhi del vostro avversario. Quando attuate questa pratica (che col tempo diverrà una nuova abitudine, ma corretta), vedrete che la colpa si scioglierà sul posto e la calma tornerà in men che non si dica.

La migliore difesa contro ogni male è sentirsi bene con se stessi, questo è chiaro.

La verità è che nel momento stesso in cui la smetterete di cercare il colpevole, e di lanciare colpe a destra e a sinistra, tutti i risentimenti verso il prossimo scompariranno. Lo fate per voi stessi più che per gli altri. Il risentimento influenza inevitabilmente il vostro benessere (e lo fa in negativo), e le colpe scaraventate sugli altri si ritorceranno sempre su voi stessi.

Cercate di trovare ciò che è positivo in ogni individuo. Concentratevi su questo e basta.

Fase 5 – Create aspettative realistiche!

Non c’è niente che ci mandi più in collera o ci ferisca delle aspettative che credevamo di avere, e che poi invece non si sono soddisfatte. Rimaniamo spesso delusi e frustrati.

La cosa fondamentale è diventare consapevoli delle proprie aspettative.

Innanzitutto, esse sono realistiche? E poi, gli altri condividono le nostre aspettative sulle cose?

Lasciate andare le fantasie irrealistiche. Diminuiranno i motivi di delusione. Non dovete smettere di sognare, ovviamente, ma cercare solo di mantenervi quanto più possibile con i piedi per terra.

Fase 6 – Sviluppate un’attitudine mentale positiva e gratificante

Imparate a vedere ciò che gli altri vi stanno realmente donando. Spesso diamo per scontate molte cose e non siamo consapevoli di tutto ciò che stiamo ricevendo ogni giorno.

Prendetevi un po’ di tempo per scrivere ogni giorno ciò che state ricevendo. Siate grati a chi vi circonda per questo. Ringraziate gli altri, anche esplicitamente. Fate capire al prossimo che siete contenti di quanto vi sta dando, anche se si tratta solo di un po’ di tempo nell’ascoltarvi. Tanto più ringraziamo gli altri, tanto più diventiamo felici.

Inoltre, prendere tempo per scrivere tutto quello che gli altri ci donano può essere una sorpresa. Spesso infatti pensiamo che stiamo dando tanto e ricevendo poco. Questo è un grande motivo di rabbia: ci si sente privati di qualcosa. Tuttavia, quando ci prendiamo del tempo ogni giorno per guardare con attenzione i regali che gli altri riservano a noi, e solo a noi, spesso rimaniamo meravigliati, e ci rendiamo conto che forse siamo proprio noi a dare meno. E’ così che la rabbia scompare quasi naturalmente e impariamo ad apprezzare sia ciò che si ha sia ciò che ci viene dato.

Conclusione

Come risulta evidente da questi suggerimenti, gestire la rabbia significa principalmente ritrovare un equilibrio interno che si ripercuota poi sulla sfera dei nostri rapporti interpersonali. Il collerico è tutto incentrato su se stesso e sul proprio dolore e non vede la sofferenza altrui, nemmeno quella che egli stesso produce.

Lentamente, seguendo questi consigli, riuscirete a ritrovare il vostro punto di stabilità interiore e a organizzare la vostra attitudine mentale in modo tale da poter includere anche gli altri e le possibili controversie derivanti dagli altri. La rabbia ci isola, ci deprime, ci lascia  morire. E questo è il male assoluto per l’essere umano.

Quando ci apriamo al prossimo, la rabbia viene, nella maggior parte dei casi, a svanire.

Accettare noi stessi significa accettare gli altri.

Articolo Tratto Dall’Ebook:

Dalla Rabbia al Successo!

Dalla Rabbia al Successo!

Vuoi imparare a gestire la tua rabbia? Puoi fare ancora di più: trasformarla e utilizzarla a tuo vantaggio. Ecco come.

APPROFONDISCI >>>

sponsor link


NEWSLETTER

Iscriviti GRATIS!

Inserisci il tuo nome e il tuo indirizzo email nel modulo qui sotto e ricevi News settimanali, Risorse di approfondimento e Offerte imperdibili!

1 Commento

  1. Questo caso mi si cuce addosso….perdonare sempre perdonare i torti subiti..ma perche’ devo essere sempre io a cedere??????Non me ne frega un tubo…devo essere io a riappacificarmi magari chiedere scusa quando non ho fatto nulla??????
    Dr.ssa Lei mi dice le stesse cose che continua a dirmi la mia Psichiatra..ma io non accetto queste soluzioni che apparentemente appaiono sensate, ma che in realtà io sento essere punitive nei miei confronti….io li mando tutti a quel paese..lo so che poi l’agenda si svuota ma saranno solo le persone inutili che se ne andranno….quelle importanti restano……
    Grazie e buona serata

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

error: Content is protected !!