Bassa autostima: qual è il vero problema?

Molti pensano di avere una bassa autostima e che questo sia davvero un grosso problema.

Da qualche anno aiuto le persone a capire come essere felici, e ti assicuro che non ho ancora incontrato una sola persona che avesse un problema di bassa autostima, non una.

Il problema principale è non avere affatto una propria autostima. Possibile? Certo. Il problema è semplice: per avere una bassa autostima devi giudicarti, avere una stima di te e delle tue capacità, considerare quanto vali.

Apparentemente sembra che tutti facciamo proprio questo finendo per avere poca fiducia in noi stessi. Io mi sono reso conto che in realtà ci manca dal tutto ogni autostima.

Non abbiamo autostima

Invece di avere un personale giudizio su di te e sul tuo valore, tu prendi in prestito quello che pensano gli altri.

Sin da piccoli non giudichiamo chi siamo o le nostre capacità, ma sentiamo incessantemente cosa pensano di noi i nostri genitori, i fratelli, gli amici, gli insegnati, i parenti.

Non te ne rendi conto, magari, ma tu non ti valuti, prendi per buona la stima che gli altri hanno di te. E non è finita.

Dopo aver considerato il giudizio degli altri, finisci sempre per usare i tuoi risultati per stabilire quanto vali.

Così, invece di scoprire il tuo valore, ti fidi dei successi o dei fallimenti. Se ho sbagliato, pensi, vuol dire che non sono capace e valgo poco. Se invece ho vinto, vuol dire che sono ok.

Così, invece di avere un’autostima bassa, non hai per niente autostima: prendi in prestito quello che pensano gli altri o i risultati che hai ottenuto per stabilire quanto vali.

Tutto questo non ha niente a che vedere con la tua autostima.

Alcuni cercheranno di convincerti che su di essa pesa il giudizio di chi ti sta vicino, specialmente se sono persone esperte e competenti, oppure i risultati che avrai ottenuto.

Non credergli, non è assolutamente vero.

Autostima significa che tu, e solamente tu, stabilisci il tuo valore come persona.

Se è autostima, non importa cosa pensano gli altri: sei tu che devi dire quanto vali, il parere di chiunque altro, fosse anche il più geniale degli uomini, non ha valore. Nulla, conta zero. In più devi anche fregartene, altamente, dei risultati che hai ottenuto finora.

Pensa solo a questo: se un grande atleta non vince una gara, diventa meno veloce, forte, o capace di prima? Ovviamente no.

La tua autostima dovrebbe non solo ignorare il giudizio degli altri, perché devi essere tu a valutarti, ma anche non confondere cosa ottieni, i risultati, con cosa puoi ottenere.

Non giudicare i punti totalizzati, ma quanti ne potresti ottenere, cosa puoi fare. Certo, non sempre raggiungerai il massimo, ma la tua autostima deve giudicare le tue possibilità e potenzialità e non come le hai utilizzate in un certo momento.

Come trovare sempre la risposta giusta

Ecco perché dico che la bassa autostima è un problema rarissimo. Io dico che tu devi iniziare da una cosa molto semplice: stabilire tu quanto vali. Ecco qualche dritta:

  1. Il tuo valore non dipende dai risultati. Non fermarti all’esito di quello che fai osserva come lo fai.
  2. Il tuo valore non è condizionato dagli errori. Non badare a quanto hai sbagliato, ma pensa a cosa hai imparato.
  3. Il tuo valore non è legato a cosa pensano gli altri. Sei tu che devi stabilire se una cosa è fatta bene oppure no.

Il primo passo che devi compiere immediatamente è imparare tu a stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Usare la testa insomma, diventare capace di avere un tuo giudizio. Se dipendi dalle opinioni degli altri per sapere come si fa qualsiasi cosa, allora anche nel giudicare il tuo valore non saprai che affidarti al giudizio esterno.

Magari ora pensi di non avere capacità o esperienza per trovare sempre la risposta giusta (sapere cosa è giusto infondo sta proprio qui!), ma ti sbagli.

Ecco cosa devi fare:

  1. Prima di tutto devi avere chiaro l’obiettivo. Qualsiasi cosa farai ha uno scopo. Se sai che risultato vuoi ottenere, con precisione, allora puoi capire come raggiungerlo e distinguere ciò che va bene da quello che non è corretto. Obiettivo preciso.
  2. A questo punto devi individuare le regole del gioco. La domanda che devi porti è questa: come faccio a sapere se quello che sto facendo va bene? Devi trovare risposte oggettive, misurabili e chiare, che puoi utilizzare sempre, o quasi (mai dimenticarci delle eccezioni!).
  3. Devi stabilire come misurare i risultati che ottieni, identificare la differenza con quelli che desideravi e capire cosa cambiare.

Queste tre semplici regole valgono per qualsiasi cosa.

Ovviamente le attività complesse richiedono risposte articolate, ma il principio è uguale in ogni situazione.

Partiamo dall’esempio più ovvio: la tua autostima. Quanto vali?

L’obiettivo è capire il tuo valore, quindi dovresti sapere cosa lo definisce. Cosa è il tuo valore?

I risultati abbiamo detto di no. Perché li puoi cambiare. Il giudizio degli altri nemmeno, perché è una loro opinione e nemmeno i tuoi errori, perché puoi migliorarti.

Il tuo valore sta in quello che puoi fare.

Come fai a sapere se quello che fai va bene? Potresti fare di più? Potresti fare meglio? Come?

La risposta a queste domande ti spinge a migliorare, a tirare fuori le tue capacità.

Il terzo passaggio ti spinge a capire come misurare i risultati. Non guardare al punteggio che ottieni, misura come lo stai attenendo.

Hai fatto del tuo meglio? Potevi fare di più? Hai messo tutta la tua concentrazione e attenzione? Hai capito dove migliorare o cosa hai sbagliato?

Queste sono le cose che contano. Devi osservare le tue potenzialità, impegnarti al massimo, cercare di comprendere dove sbagli e perché, quindi capire come migliorare, far funzionare la testa per trovare risposte, soluzioni, alternative.

Puoi fare grandi cose perché hai un grande potere. La tua autostima deve misurare il tuo potere, non i risultati.

Il tuo valore non è in discussione, ma a volte non riuscirai a usarlo pienamente, e i risultati non saranno quelli che speravi.

Dissocia le due cose, migliora, scopri come ottenere risultati superiori ma non dubitare mai delle tue capacità di raggiungerli.

I tre punti che ti ho mostrato funzionano, come detto, in ogni situazione.

Se vuoi cucinare un piatto di pasta, ad esempio devi sapere qual è il tuo obiettivo. La pasta la vuoi scotta? Ovviamente no.

Obiettivo preciso: voglio una pasta cotta al dente e ben salata. Passaggio numero due: come stabilisci questi elementi?

Devi sapere come riconoscere se la pasta è al dente e come misurare quanto è salata. Gusto personale, spaghetto sul muro (mai fatto ma ho letto anche questo consiglio!), tempo di cottura scritto sulla confezione?

Devi avere regole precise e chiare. Alla fine valuti se tutto è come doveva e identifichi dove hai sbagliato e cosa dovrai fare la prossima volta per migliorare.

Bassa autostima? Un finto problema!

Questo è un esempio semplice, ma il principio è uguale per ogni sfida.

Solo dopo che avrai davvero iniziato a stabilire quanto vali e a prendere consapevolezza delle tue capacità, potrai avere, eventualmente, una bassa autostima, perché magari consideri deboli le tue doti e i tuoi talenti.

Io ti suggerisco una risorsa in cui parlo dell’autostima in modo più ampio e in cui troverai anche una lezione che ho registrato su questo argomento, gratuita, e di circa un ora.

L’importante è che inizi a utilizzare la tua testa, a giudicare tu il tuo valore, a tirare fuori, ogni giorno, capacità e potenzialità che sono a tua disposizione.

La bassa autostima è un finto problema, anche perché, per arrivare davvero a stimarti, farai così tante cose meravigliose da non avere più dubbi sul tuo personale valore.


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