Rimedi naturali: Mani e piedi freddi

mani e piedi freddi

rimedi naturali di Fitoterapia sono un ottimo rimedio terapeutico anche nel caso in cui un soggetto riferisce di avere, specialmente nella stagione invernale, le mani e i piedi freddi.

Mani e piedi freddi

L’argomento di questo articolo mi è stato proposto da Katia, un’amica iscritta alla Newsletter, a cui vanno i miei più cordiali saluti.

Col sopraggiungere dell’inverno e quindi del freddo molte persone (sia donne che uomini) possono riferire di avere perennemente le mani e i piedi freddi.

Ma vediamo di capire il perchè questi soggetti presentano questo fastidiosissimo sintomo

Quando la temperatura si abbassa di molto entrano subito in azione dei meccanismi fisiologici di difesa che in medicina vengono chiamati “meccanismi di termoregolazione”.

In questi casi quindi le arteriole (piccole arterie) che decorrono subito sotto il tessuto cutaneo, vanno incontro a vasocostrizione per limitare la dispersione del calore.

Tale difesa fisiologica,  tramite la termoregolazione, opera una protezione sulle funzioni  degli organi vitali del nostro organismo.

Pertanto il sintomo delle mani e dei piedi freddi è da attribuirsi ad una vera e propria autoregolazione che il nostro corpo svolge per mantenere i nostri organi sempre attivi e funzionali.

Questo complesso meccanismo emodinamico che il nostro organismo compie, in medicina viene detto “emometacinesia”.

Ma spieghiamo meglio questo importante concetto…

Facciamo un esempio:

Quando finiamo di mangiare inizia, come tutti sappiamo, il processo della digestione.

A questo punto l’organo che più necessita di calore e quindi di un maggior afflusso di sangue è il nostro stomaco o per meglio dire il nostro apparato digerente.

Il nostro organismo allora convoglia verso questo apparato una quantità di sangue maggiore rispetto agli altri distretti…

Ma…

se noi durante la digestione facciamo un bagno e iniziamo a nuotare, oppure facciamo ginnastica, anche i muscoli che sono impegnati nel movimento, hanno bisogno di sangue, che logicamente verrà sottratto agli organi deputati ai processi digestivi.

Ed ecco spiegato il perchè durante la digestione bisogna assolutamente evitare tutte le attività che comportano una dispendio di energia e quindi di calore.

Entra quindi in gioco, anche in questo caso,  il processo fisiologico della “Emometacinesia”, che possiamo così definire:

” è lo spostamento di buona parte della massa sanguigna da un organo o apparato ad un altro per meccanismi di tipo funzionale e di compensazione”

Quindi ritornando al sintomo delle mani e dei piedi freddi, questo è dovuto ad un vero e proprio meccanismo di difesa del nostro organismo che sottrae il sangue dalle nostre estremità per convogliarlo maggiormente verso gli organi vitali le cui funzioni verrebbero rallentate da una temperatura molto fredda.

Se vuoi notizie più dettagliate sulla circolazione venosa periferica delle gambe ti invito a leggere quest’altra pagina.

Infatti in molti casi le mani e i piedi olotre ad essere freddi sono anche pallidi.

Attenzione però…

Se il sintomo delle mani e dei piedi freddi si manifesta nei soggetti che ne soffrono in maniera cronica, allora in questo caso è giusto che lo si debba considerare come un vero e proprio campanello d’allarme, come un segnale di una patologia che bisogna attenzionare e diagnosticare prontamente.

Spesso infatti questo sintomo può essere associato a dei problemi della circolazione sistemica dovuti alla pressione bassa (ipotensione) o a disturbi della tiroide (ipotiroidismo) ecc.

Nei soggetti anziani il sintomo delle mani e dei piedi freddi  spesso è provocato  dall’indurimento delle arterie dovuto ad arteriosclerosi.

Anche il fumo e l’alcol  possono contribuire, e non poco, alla comparsa di disturbi circolatori e quindi al sintomo delle mani e dei piedi freddi

E’ anche importante sapere che, le mani fredde sono il sintomo di specifiche patologie che fanno diminuire in modo eccessivo il passaggio del sangue nelle mani, come per esempio, nella sindrome di Raynaud.

In questa patologia le mani sono fredde, di colorito bluastro, sono indolenzite e intorpidite e talvolta anche tremanti.

La sindrome di Raynauld colpisce soprattutto le donne di età compresa tra i 20 ed i 40 anni.

I rimedi Naturali di Fitoterapia

In questi casi è importante utilizzare dei rimedi che agiscono con un meccanismo di vasodilatazione.

Anche il massaggio linfodrenante può essere di aiuto per i sintomi delle mani e dei piedi freddi.

I vasodilatatori naturali più utilizzati sono:

  • le foglie di ginkgo biloba
  • il peperoncino piccante

Ginkgo biloba

Meccanismo d’azione

Il meccanismo d’azione della pianta è abbastanza complesso e consiste principalmente nel ridurre gli spasmi delle arteriole, nel migliorare gli scambi di ossigeno e glucosio con i tessuti e nell’effetto antiossidante.

Usi clinici

Molteplici possono essere gli usi clinici del ginkgo biloba, tra cui importanti sono:

  • la prevenzione e cura dell’aterosclerosi
  • le arteriopatie obliteranti degli arti inferiori
  • la malattia di Raynaud,
  • le vasculiti
  • le trombosi venose degli arti inferiori
  • gli acufeni
  • le sindromi vertiginose
  • la microangiopatia diabetica
  • l’ipertensione arteriosa
  • la retinopatia

Effetti collaterali

La pianta medicinale se somministrata ad alte dosi o se si utilizzano degli estratti che non sono stati bene purificati può dar luogo a nausea, vomito, diarrea e cefalea.

In alcuni soggetti che presentano una ipersensibilità al rimedio possono aversi  reazioni allergiche.

Controindicazioni

Il  Ginkgo Biloba è controindicato in quei pazienti che soffrono di disturbi  della coagulazione e nei pazienti epatopatici

Non somministrare il rimedio per tutto il periodo della gravidanza e nel periodo dell’allattamento.

Interazioni farmacologiche

  • Possono esserci delle interazioni farmacologiche con acido acetil-salicilico, con il warfarin e la caffeina
  • Possono verificarsi delle  interazioni con altre piante ad attività antiaggregante,  con aumento del rischio di emorragie
  • Il Ginkgo entra in sinergia con gli I-MAO (farmaci antidepressivi: Inibitori delle Mono-amino-ossidasi) quindi con un potenziamento dell’azione di questi farmaci
  • Il Ginkgo biloba ha un’azione sinergica sui seguenti farmaci: nifedipina, diltiazem, digossina, antiaggreganti, papaverina, trazodone
  • Riduce l’azione di omeprazolo, diuretici tiazidici, nicardipina,  ipoglicemizzanti (insulina e ipoglicemizzanti orali)
  • Non somministrare il Ginkgo in associazione con il meliloto, l’aglio e con altre piante che contengono salicilati
  • Non somministrare il rimedio con antiaggreganti piastrinici ed anticoagulanti a causa di un aumento del rischio di emorragie

Formulazioni

Il Ginkgo biloba può essere somministrato  sottoforma di estratto secco, o di  estratto fluido o di tintura madre (T.M.).

  • Per l’estratto secco la dose consigliata è di  100-200 mg al giorno  suddiviso in tre dosi.
  • Per l’estratto fluido la dose consigliata è di  0,5 ml al giorno.
  • Per la Tintura madre la dose consigliata è di 30 gocce 1-3 volte al giorno.

Tisana di Ginkgo biloba

Ingredienti

Ginkgo biloba foglie

Preparazione

  • Mettere un cucchiaio di foglie della pianta in una tazza da tè
  • versare dell’acqua bollente
  • coprire la tazza
  • lasciare in infusione per 8 minuti circa
  • filtrare bene
  • bere una tazza di tisana tre volte al giorno.

Il peperoncino

Il peperoncino viene utilizzato come rimedio naturale di fitoterapia per la sua azione vasodilatatrice locale ed antidolorifica.

Il principio attivo più importante della pianta medicinale è la capsaicina.

Effetti collaterali

I soggetti che ne fanno uso possono andare incontro a sonnolenza od eccessiva sedazione.

Controindicazioni

Evitare il contatto con gli occhi e dove vi siano infiammazioni della pelle e/o delle mucose.

Bisogna e vitare il bagno o la doccia con acqua calda sia prima che dopo l’applicazione di capsaicina, poiché potrebbero aumentare la sensazione di bruciore.

Non si deve assumere il peperoncino in caso di ipersensibilità.

L’utilizzo del peperoncino dev’essere comunque moderato in presenza di emorroidi.

La capsaicina contenuta nel peperoncino  è poco solubile in acqua mentre si scioglie meglio nei grassi.

Questo spiega come il pane all’olio risulti essere molto più efficace dell’acqua per calmare la forte sensazione di bruciore dovuta all’ assunzione di peperoncino.

Interazioni farmacologiche

  • aumenta l’assorbimento della teofillina (è un alcaloide presente nelle foglie del te, nei semi di caffè e nel guaranà)
  • riduce i danni sulla mucosa grastrica dovuti all’assunzione di acido acetilsalicilico (aspirina)
  • l’assunzione di peperoncino prolunga la durata del sonno
  • l’utilizzo di creme o pomate a base di peperoncino può dar luogo a tosse se si fa uso di ACE-inibitori (farmaci usati nella terapia dell’ipertensione)

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